I nostri fratelli feriti

Algeri, 1956. Fernand Iveton, operaio francese nato in Algeria, è l’esecutore di un attentato contro la fabbrica dove lavora. L’attentato non deve provocare morti: militante comunista favorevole all’indi- pendenza algerina, Iveton non è d’accordo con gli attentati terroristici del FLN che, a cominciare da quel settembre, mietono vittime innocenti. Denunciato da un capomastro, Fernand viene arrestato prima che la bomba artigianale possa scoppiare. Il verdetto è quello invocato dalla maggioranza dell’opinione pubblica: la ghigliottina. Respinto anche il ricorso in Cassazione, a Fernand non rimane altro che sperare nella grazia del presidente della repubblica. Trascorre tre mesi in prigione, credendo fermamente che sarà graziato, poiché non ha ucciso nessuno, ma il governo (presidente René Coty, ministro della Giustizia François Mitterand) rifiuta la grazia. Iveton viene ghigliottinato con due detenuti arabi nel febbraio 1957.

«Questo scrittore che coltiva la propria unicità merita il Premio Goncourt Opera Prima». «L’Humanité Dimanche»

«Grazie alla penna vivace di Joseph Andras, i sussulti di un’epoca rimano con i contrasti di una città divisa tra due mondi».
«La Culture littérature»

«In questo racconto scioccante Joseph Andras narra con talento e ardore la storia di un giovane idealista».
«L’Express»

«Un romanzo d’esordio sorprendente ritorna su una vicenda dolorosa».
«Page»

«Joseph Andras firma un primo romanzo implacabile».
«Politis»

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