L'infiltrata: Protocollo anti-dèmoni

Una donna anarchica e anti-clericale incontra un sedicente antropologo che, per poterla sedurre, si professa altrettanto ateo e libertario, proponendole addirittura un corso di perfezionamento per il suo ateismo, non convinto che quello paventato dalla protagonista sia autentico o sufficientemente radicato. Quel corso si rivelerà la salvezza per quella donna e, in virtù di un'antica profezia, trascinerà alla salvezza l'intero genere umano. Favola anti-religiosa scritta a beneficio del lettore ateo, ma adatta anche al credente, purché disposto a leggerla fino in fondo e purché la consideri per quella che è: una favola, non un saggio. Nella cornice di una duplice storia d'amore, viene proposta una rivisitazione scientifica dei testi sacri, a tratti goliardica, mai irriverente, il senso e il motivo della quale sarà svelato solo alla fine. Coloro i quali che, per ragioni di fede, si sentissero disturbati da questo tipo di analisi, si astengano dalla lettura di questo racconto.
Per i temi trattati e per il linguaggio espresso dai personaggi, questo racconto non è adatto al lettore minorenne.

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