La Morte di Peregrino (Graecolatina Classici Commentati Vol. 1)

La morte di Peregrino
Un avventuriero? Un ciarlatano? Un filosofo cinico? E ancora, un santone, un mistico o un impostore? In una feroce satira Luciano racconta della morte di Peregrino, strano personaggio realmente esistito e citato da diverse fonti antiche. Ad Olimpia, durante i giochi del 167 d.C., Peregrino annuncia in maniera teatrale il proprio suicidio, per dimostrare il suo disprezzo della morte; in realtà spera di esser trattenuto. Ma la folla lo incita: “Compi la promessa!” e Peregrino, pallido e tremante, è costretto a darsi fuoco. Luciano vi assiste, e ne ride con violento disprezzo. Satira contro una certa filosofia e la religione, “La morte di Peregrino” di Luciano ci offre uno spaccato affascinante e dissacrante di un’epoca, il secondo secolo dopo Cristo, per certi aspetti molto simile alla nostra. Razionalità e credulità, filosofia e superstizione, Occidente e Oriente rivivono in un intreccio inestricabile.

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