Approccio Integrato II: dall'esperienza sonora alla riorganizzazione interiore

Perdendomi nella lettura di questo studio mi è venuto in mente ciò che A. Schopenhauer pensava a proposito della musica: madre generatrice delle arti, del mondo, dell'universo. È  al di fuori di ogni legge artificiale che riguarda l’arte e per questo madre delle stesse. A differenza delle visuali, infatti, la musica potrebbe esistere anche al di fuori del mondo o addirittura anche se il mondo stesso non sussistesse. La sua supremazia si annida nel tempo: in un breve attimo si effonde, accende i sensi e l’anima; nell’attimo successivo si spegne, nebulizzandosi. La sua eco, però, inonda uno spazio maggiore all’attimo perché la musica risuona oltre l’attimo: nell’immortalità dell’anima universale. 
Prende così forma la visione scientifica della musica che, facendosi forte di un approccio strutturato e organico, l'Approccio integrato, svela, tramite dinamiche preziose ed analitiche, sfumature e qualità tratte dalla complessità patologica di disturbi di carattere psichiatrico. 
L'approccio integrato si sviluppa coordinando più elementi: 
1) distale, che lavora sulla percezione, immaginazione ed elaborazione della musica proposta col fine di esternarle grazie al disegno ed ai colori. Una riflessione speculare dell'immagine interna che prende forma esterna visibile e condivisibile;
2) integrante, che cerca di porre in comunicazione l'attivazione delle pulsazioni propriamente intime con le pulsazioni del gruppo usufruendo di un canale non verbale di espressioni al fine di accogliere l'individualità stessa del paziente fino a condurlo alla sua risocializzazione.
La musica, seme insito nell'uomo, germoglia quando trova terreno fertile e questo approccio ne svela le sue potenzialità considerando come i diversi effetti positivi della stessa vengano esercitati sul cervello: l'incremento della creatività e dei sentimenti positivi, l'ottimizzazione dei processi decisionali, la percezione e l'espressione delle proprie emozioni, la presa di coscienza dei propri stati d'animo e la stimolazione di effetti ansiolitici ed antidepressivi. 
Si genera, così, un processo di carattere spiraliforme che permette al soggetto di conoscere, sperimentare e godere, tramite guida, delle proprie scoperte, poiché emergono risorse di carattere percettivo e sensoriale. 
E così, il riverbero che il suono pone nel complesso sistema psichico della persona diviene eco catalizzante di una ricerca di senso che si sviluppa come strumento percettivo ed analitico illuminando nuovi orizzonti di senso. Ciò che è metafisico diventa tangibile, il suono, da percezione diviene forma e colore, attraversa rapido il sentiero della mente e si imprime sulla carta. L'esternazione delle proprie sensazioni ha una veste e questa veste svela spazi di comprensione che tentano di catalizzare nuovi significati e nuove percezioni aprendo il dialogo col sociale, strade nuove di comunicazione. 
Mario Mondelli

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