Angeli del conforto

Germania, 1940. Leni Reinhardt, giovane tedesca cresciuta secondo gli ideali del nazionalsocialismo, ha poco più di vent’anni quando viene arruolata per l’Aktion T4, un progetto segreto del regime hitleriano che prevede l’eliminazione di tutti quegli individui che i nazisti considerano «indegni di vita» e che, con la loro sola esistenza, rappresentano una «contaminazione» della purezza della razza ariana e una minaccia per la sua salute. Persone affette da malattie genetiche ereditarie, malati mentali considerati inguaribili, ma anche alcolisti: tutti vengono raccolti in appositi centri dove alcuni medici delle SS procedono alla loro «eliminazione». Uno di questi centri è l’Edificio in cui la vita di Leni si intreccia con gli altri membri del progetto, i medici, gli infermieri, le segretarie come lei. Le chiamano gli «angeli del conforto», perché il loro compito è quello di scrivere false lettere per informare i parenti delle vittime della morte accidentale dei loro cari. Mentre la radio trasmette le notizie della guerra, la vita dentro l’Edificio scorre nella tragica monotonia di uno sterminio pianificato, tra camere a gas e iniezioni letali. Risucchiata sempre più a fondo in un vortice di menzogne, Leni sarà costretta a specchiarsi nell’abisso di orrore di cui è testimone e complice, un inferno in terra che inghiotte vite umane, quelle delle vittime e quelle dei loro carnefici.
 

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