Diario di una ragione


Come mi venne in mente di provare a scrivere , mi è ancora
sconosciuto.
Credo sia stata la necessità di lasciare qualcosa di tangibile,
ai miei figli, alla mia famiglia, a tutti coloro che hanno sofferto
e per gli ostacoli che hanno incontrato strada facendo e
soprattutto a me, così che ripercorrendo questi segni del
tempo, scolpiti nella memoria e indelebili nel cuore, mi aiutino
ad accettare gli eventi negativi, che con la ragione ho dovuto
affrontare, sofferente, a volte vacillante, ma che alla fine, con
la forza attinta dai miei cari, sono riuscita a
sostenere, con coraggio e determinazione,
continuando ad avanzare in questo duro e sconosciuto
cammino.
Non è presunzione, non ho mai scritto prima d'ora. È solo
voglia di ripercorrere le mie tappe più importanti, voglia di
condividere e magari trovare e offrire solidarietà.
Se solo potessi riuscire ad entrare nel cuore, anche solo di
un'unica persona, che ha vissuto un'esperienza simile alla mia,
avrebbe la sensazione di non essere solo, magari riuscirerebbe
a colmare il vuoto e la perenne solitudine, che ci accompagna
costantemente, giorno dopo giorno, cadendo spesso in uno
stato di completa impotenza, perché in questa situazione siamo
in tanti, ma che in molti non hanno la più pallida idea di cosa
significhi.
Spero che la mia voce raggiunga anche le autorità competenti
e li aiuti ad aprire gli occhi, su realtà che credono di
conoscere, ma che solo vivendole in prima persona, potrebbero
capire, applicando strategie differenti, più immediate, efficaci,
rendendo dignitosa la vita dei nostri sfortunati cari, e di noi,
indispensabili compagni di vita.

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