Nelle stanze della soffitta

"Chi sono e cosa mi porto dietro del mio passato?" Questi sono gli interrogativi che accompagnano la protagonista di questa storia, una studentessa iraniana che si trasferisce a Parigi per iscriversi a Medicina, ma che finisce per cambiare i propri progetti e lavorare, quasi per caso, in un obitorio musulmano. La città si rivela una fonte inesauribile di scoperte, a partire dalla soffitta in cui la ragazza vive insieme ad altri inquilini provenienti da tutto il mondo. Nel microcosmo etnico dell'appartamento si covano incertezze, si intrecciano amicizie e si coltivano nuove consapevolezze: nella protagonista l'incontro con gli altri suscita prima di tutto un giudizio tagliente e sarcastico che non risparmia nessuno, poi una lenta scoperta delle proprie debolezze, infine la maturazione di una personalità più completa, cosmopolita e capace di far intimorire anche il più caparbio dei nostri cliché. "Nelle stanze della soffitta" è un interessante tassello nel panorama della letteratura di migrazione nata in Iran negli ultimi decenni.

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Nelle stanze della soffittaMangialibri

“Essere qualcosa è davvero faticoso” confida a se stessa la protagonista ed è quello che faticosamente cerca di diventare. È nell’incontro con gli altri – gli inquilini del suo palazzo e i colleghi della sala mortuaria – e nel rispecchiarsi nei loro animi che lei finisce per riconoscersi come persona e sentirsi parte integrante del mondo. Continua…

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