Ninna nanna del lupo

In una casetta di Bisacquino, paesino siciliano, nel breve spazio temporale che dalla sera si consuma fino a tutta la notte, tra il rituale accadimento della serva Clementina alle mani artritiche della novantenne padrona Mosca Centonze, e il momento in cui quest'ultima sentirà nuovamente, come nell'infanzia, la "ninna nanna del lupo" che dà il titolo al romanzo, ha luogo la rievocazione del passato, di un'esistenza, quella di Mosca (emigrata in America a inizio Novecento, finita in sanatorio, diventata moglie di un boss poi ucciso in un agguato e ritornata in Sicilia nel '36) a cui fa da contrappunto quella della serva Clementina, in una storia che ha nella solitudine e nella sterilità i due grandi fuochi narrativi attorno a cui si addensano tinte forti, macabre, di una vitalità grottesca, e tornano a rianimarsi le figure e le vicende di una vita trascorsa. La notte dei ricordi della Ninna nanna del lupo è un sabbah linguistico a cui Silvana Grasso chiede di assistere partecipando di un ritmo e di una sintassi che si fondono a un lessico che forgia parole dall'arcaico e dall'aulico come dal dialetto e dal popolare, per un romanzo rutilante di immagini e odori, visioni viscerali di una moderna tragedia greca.

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Ninna nanna del lupoMangialibri

Il racconto si sviluppa tra l’inizio e la fine del ‘900, si sposta tra Bisacquino, paesino siciliano, e “l’America”, si dipana grazie all’uso di un linguaggio originale che mescola immagini auliche, parole dialettali, sintassi popolare ma anche odori, umori, segreti. Silvana Grasso parla in modo molto fisico della mentalità contadina siciliana, dell’emigrazione, della malattia e della discriminazione che deriva dalla diversità, puntando il dito sulla sterilità come profondo spartiacque sociale. Continua…

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