GLI INFINITI FIGLIUOLI

Compra su Amazon

GLI INFINITI FIGLIUOLI
Autore
GIUSEPPE SALVIONI
Pubblicazione
28/09/2017
Categorie
Il Rinascimento ebbe nella stampa a caratteri mobili, o scrittura artificiale, uno dei suoi cardini. Grazie alla nuova tecnica, la maggiore rivoluzione culturale conosciuta dall’Umanità ebbe un grande impulso. Il pensiero scientifico e filosofico, con al centro la dignità dell’essere umano, poté espandere i suoi principi virtuosi, riappropriarsi della conoscenza del mondo antico e stimolare un nuovo modo di intendere il rapporto dell’essere umano con la natura e con la realtà in generale.
Da Mainz, luogo dove nacque, la nuova tecnica di stampa si diffuse velocemente nei Paesi limitrofi poiché offriva anche prospettive di guadagno. Sin dall’avvio del mercato editoriale vi fu chi intuì, prima di altri, le opportunità di lavoro e la forza economica che essa avrebbe potuto esprimere. L’arte della scrittura artificiale arrivò in Italia poco più di un decennio dopo la sua invenzione. In Milano avrebbe potuto fare la sua comparsa già nell’anno 1465, ma così non fu a causa di un omicidio.
Il romanzo storico “Gli Infiniti figliuoli”, ambientato nell’Europa della fine del XV secolo, tratta dell’origine della stampa a caratteri mobili e del suo arrivo nella Milano sforzesca. La vicenda prende spunto dalla commessa della stampa di un libro assai importante affidata segretamente da un agente del duca di Milano a una squadra di stampatori fiandresi.
Il racconto si dipana nelle vicende quotidiane della Milano ludoviciana, attraverso l’esperienza umana e professionale di Gothard van der Bruggen - figlio di Jacob, stampatore itinerante - originario delle Fiandre, della città di Brugge, o "Bruggia, come i milanesi nomavano". Il protagonista, uomo intraprendente, abile e fantasioso, giunse a Milano nell’anno 1494 per investigare su di un fatto accaduto al padre, diciotto anni prima. La sua ricerca, avventurosa, lo porterà a conoscere personalmente alcuni protagonisti degli inizi e dello sviluppo della stampa a caratteri mobili in Milano, con i chiaroscuri tipici delle innovazioni di grande impatto sociale. Gotardo da Ponte, nome italiano del fiandrese Gothard van der Bruggen, fu il capostipite di una dinastia di editori, tipografi, librai che operò in Milano dal 1498 fin verso gli ultimi anni del XVII secolo. L’affascinante storia delle motivazioni che portarono Gothard van der Bruggen a sud delle Alpi e dei suoi primi contatti milanesi inizia a Londra, nel mese di Maggio dell’anno 1494.
Il racconto vede sullo sfondo le città di Brugee (Bruges), Colonia, Feltre, Venezia, Capodistria, Como e, ovviamente, Milano. Il lettore entrerà in contatto con personaggi quali Panfilo Castaldi, Antonio Zarotto, Martino Paolo Nibbia, detto Nidobeato, Filippo Cavagni di Lavagna, Matteo Bandello, Vincenzo Bandello, i pittori Leonardo da Vinci e Giandonato da Montorfano, il segretario ducale Bartolomeo Calco, lo storico Bernardino Corio, l’ambasciatore milanese Stefano Taverna e molti altri personaggi dell’epoca.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Altri libri di GIUSEPPE SALVIONI

COME PUPILLA AL SOLE

COME PUPILLA AL SOLE di

Guardare alle vicende che si sono svolte nell’XI secolo attorno a un piccolo borgo medievale come Canturio, non solo incrocio geografico tra valli e monti, tra paesi e lingue ormai in cerca di identità propria, ma pure di storie di grandi che si intrecciano con la storia dei piccoli, è quanto ci offre l’autore in queste pagine: cogliere con uno sguardo lo spettro molteplice di un raggio di sole...