Perché gli altri dimenticano

Bruno Piazza era iscritto al Partito Nazionale Fascista. Non era un oppositore del regime. Venne arrestato a Trieste il 13 luglio 1944, con l’accusa di ‘‘odiare i tedeschi’’ e di essere ‘‘di razza ebraica’’. Dopo pochi giorni fu deportato in treno ad Auschwitz come prigioniero politico.
Selezionato da Josef Mengele per l’eliminazione, trascorse un giorno intero nella camera a gas, in attesa della morte, insieme ad altri 800 detenuti. All’ultimo momento, il suo nome venne incluso (per ultimo!) in una lista di sole undici persone e così fu miracolosamente risparmiato. Riuscì a sopravvivere ad Auschwitz-Birkenau fino alla liberazione da parte dei sovietici, il 27 gennaio 1945. Ritornato in Italia, scrisse in sole tre settimane di frenetico lavoro la sua incredibile esperienza di prigionia, dal titolo: "Perché gli altri dimenticano". L’opera fu uno dei primissimi memoriali scritti da deportati ebrei nei campi di sterminio nazisti. Pur tuttavia, il libro venne rifiutato nel nostro paese da diversi editori. Fu solo grazie alla tenacia dei parenti di Piazza che la testimonianza venne infine data postuma alle stampe, presso l’editore Feltrinelli.

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"Perchè gli altri dimenticano" è il racconto drammatico dello stesso autore deportato ad Auschwitz e rinchiuso per un giorno nella camera a gas, che fortunatamente quella volta non funzionò. Una drammatica testimonianza di un sopravvissuto alla deportazione nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau che solo grazie al caso riuscì ad evitare la morte.