Nel nome di chi

"Solo una madre può provare il dolore di un'altra madre. So che nulla può essere sufficiente ma io sono pronta a tutto quello che può portare pace." Valeria Collina è la madre di Youssef Zaghba, uno dei componenti del commando che nel giugno scorso ha ucciso otto persone nell'attentato sul London Bridge. Italiana convertita all'islam, ha vissuto per vent'anni in Marocco, dove ha studiato l'arabo e il Corano. Dopo essere tornata in Italia, nel 2015, ha assistito impotente alla radicalizzazione del figlio, dai suoi tentativi di fuga in Turchia al suo trasferimento a Londra, dove è rimasto incagliato in quella mastodontica macchina promozionale messa in piedi dagli abili comunicatori del califfato nero. Interrogandosi sulle cause della radicalizzazione di Youssef e di tutti i protagonisti dell'ultima stagione di attentati in Europa, l'autrice scrive il manifesto di una nuova battaglia, e spiega le ragioni per cui è fondamentale confrontarsi con i propri figli: "Ci sono giovani che si ubriacano di nascosto, altri che passano fuori la notte senza dirvi nulla, e altri che stanno chiusi nella propria stanza. Ragazzi modello che si presentano puntuali a condividere con voi ogni pasto. Dopo avere messo in pausa l'ultimo video di un ostaggio sgozzato o di un blindato che viene fatto saltare in aria da un attentatore suicida".

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