Morte e Rinascita

Quante volte avete pensato alla parola cambiamento ? Io tante , anzi tantissime . Questa parola risuona nella mia mente da molto tempo e prende piglio dalle azioni che i grandi della storia hanno compiuto . La mia città , Napoli , come tutta l’Italia , ha da un po’ smesso di credere nel cambiamento. Ha smesso di credere nell’impossibile , rendendo con uno sbadiglio , o con una delle solite lamentele da bar , questa parola , un semplice ricordo . Cambiamento non significa lamentarsi , piuttosto prendere atto di ciò che c’è di buono e fare in modo che diventi qualcosa di straordinario . Significa prendere per mano le persone e guidarle verso un bene superiore , metabolizzare ed agire . Per intenderci … le chiacchiere sono il pane di chi di mestiere fa il nullafacente . Ed è da questo punto che nasce Salvatore , un giovane ragazzo , semplice , autoritario , non un genio , ma sicuramente una di quelle persone capace di combattere contro tutto e tutti pur di non negare la purezza del suo essere . Uno studente dell’università di Napoli , che vive in un epoca dove la terra del sole è divenuta la terra dei fuochi , dove le persone sono stanche di credere nel cambiamento e cominciano ad arrendersi alle difficoltà della vita . Se pur le situazioni , le vicissitudini , suggeriscono a Salvatore di andare altrove , egli resta attaccato alla sua terra , ai suoi ideali , perché è il cuore a scegliere il suo posto , non la mente , essa si riduce solo a trovare complesse giustificazioni da dare alle nostre scelte . E’ in questo luogo che nasce la storia di questo ragazzo , è qui , a Napoli , che prende vita il cambiamento …

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