L'uomo che fermò l'apocalisse

Chi è Stanislav Evgrafovich Petrov? Una persona anziana che vive in indigenza nella degradata periferia di Mosca. Ma anche l'uomo che ha salvato il mondo dall'annientamento: il militare russo che, all'alba del 23 settembre 1983, di fronte al segnale inequivocabile di un attacco di missili nucleari americani, decise di non fare la telefonata che avrebbe allertato i vertici, e che avrebbe dato inizio alla risposta sovietica scatenando la Terza guerra mondiale. Un eroe, ma un eroe disubbidiente: degradato e allontanato dall'esercito, avrebbe pagato caro quel gesto mancato. Lo sta pagando tuttora, nel silenzio generale. Ma perché i macchinari infallibili dell'Armata Rossa, quel giorno, impazzirono? E cosa sarebbe accaduto se lui non si fosse trovato sul posto? In una vera inchiesta sul campo dai risvolti di sconcertante attualità, Roberto Giacobbo ricostruisce i retroscena di un evento dimenticato, tra misteriose coincidenze astronomiche, guerre di spie, intrighi politici e militari in un crescendo di tensione. Ci riporta nel pieno di un periodo tra i più pericolosi della Guerra Fredda, nei cuori e nelle menti di leader potentissimi e inermi cittadini che vivevano nel terrore e nella paranoia. Uno scenario che oggi abbiamo dimenticato e fatichiamo persino a immaginare, ma che è molto più vicino di quanto ci sembri. Nel passato. E nel futuro?

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L’uomo che fermò l’apocalisse, Roberto Giacobbo. Trama e recensioneLe Notti Bianche

L’uomo che fermò l’apocalisse è un libro interessante, appassionato e che si legge con facilità mentre si intrecciano il contesto, il fatto storico e la vicenda personale del protagonista e se ne consiglia la lettura specialmente a chi è appassionato alle vicende di un’epoca che ha tenuto col fiato sospeso tutta l’umanità. Continua…

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