Ai piedi di Margot: Il coraggio di essere se stessi

Sempre, facevo ritorno ai suoi occhi. Con la costanza e la tenacia di un’ossessione, di una follia che mi consumava e mi rigenerava, soccombevo, asservito alla maestosa e fiera arroganza di quello sguardo che m’induceva a chinare il capo e a pregarla.
Il respiro del mio desiderio, necessitava continuamente del suo consenso per poter esistere e protendersi verso lei.
E così, io vivevo e la pregavo, in quell’assoluta e incondizionata sudditanza, sempre pronto a fremere e vibrare, ad ogni suo cenno, come un eterno “sì” che rispondeva al suono e all’eco del suo “La”.

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