Tè verde

“L’interno dell’omnibus era quasi buio. Avevo notato nell’angolo opposto a me, dall’altro lato della vettura, in fondo, vicino ai cavalli, due piccoli riflessi circolari, sembravano due lucine rossastre. Mi sporsi in avanti nel tentativo di scoprire cosa fossero in realtà quei piccoli cerchi. In quel momento, si spostarono appena. Cominciai allora a distinguere la sagoma di qualcosa di nero e di lì a poco vidi, con discreta chiarezza, la sagoma di una piccola scimmia nera, che spingeva il muso in avanti, verso di me, facendomi il verso; quei dischi erano i suoi occhi e ora mi parve di intravvedere i suoi denti in un ghigno. È davvero impossibile spiegarvi a parole l’orrore che provai. Dopo essermi sincerato che si trattava di un’illusione, fui preso da un brutto presentimento e da un terrore che mi paralizzarono e mi impedirono di distogliere lo sguardo dagli occhi della bestiola per alcuni momenti.”

Un reverendo intento in letture poco consone, molto tè verde, una casa disabitata e una creatura che sembra non volerlo più abbandonare: il primo terrificante caso del detective dell'occulto Martin Hesselius.

Tratto da “Carmilla”, pubblicato da Feltrinelli. Numero di caratteri: 79.373

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