Storie di poche parole

Uno scrittore solare


Questi testi piccoli grandi, prosa non prosa ma più che prosa, saggio non saggio ma più che saggio, poesia non poesia ma più che poesia, sono nello stesso tempo ironici e affettuosi, vedono “tutto dall’alto, da lontano, e tutto dal basso, da vicino” (come scriveva Pasolini).

Viene fuori il ritratto di un’umanità duale e paradossale, vanagloriosa e umile, celebre e sconosciuta, tutta materiale e tutta spirituale, consistente e sensibile come le cose e i corpi, aerea e invisibile come le anime e le idee.

Ognuna di queste ‘storie’ è una dichiarazione cosmica: non riduce il mondo all’Io e al locale, ma lo lega ed espande al Tu e all’universale. E le ‘poche parole’ di cui sono fatte riflettono e rimandano a un’ampia immaginazione visiva, che insieme attivano nel lettore la costruzione di una autonoma narrazione letteraria e pittorica.

Nel buio presente della civiltà moderna in crisi molti scrittori cadono nel misticismo e nel soggettivismo, in un atteggiamento notturno/lunare. Pasquale è uno scrittore solare. Niente di macabro o disperato troviamo nei suoi testi, bensì un respiro profondo per sentire la soglia della presenza fisica situata tra universo e individuo.

Ümit İnatçi poeta e artista cipriota

Famagosta, gennaio 2016

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