Il grande libro della psichedelia

UNO STRAORDINARIO VIAGGIO DENTRO L'ULTIMA TURBOLENTA AVANGUARDIA DEL '900 CHE HA CAMBIATO LA PERCEZIONE E LA COMUNICAZIONE NELLA MUSICA, NELLA MODA, NEL CINEMA, NELLA PUBBLICITÀ, NEL DESIGN.

Dagli anni Sessanta in avanti, l'utilizzo "mistico-creativo" delle sostanze psichedeliche, inizialmente prodotte per scopi terapeutici dall'industria farmaceutica, poi utilizzate in ambito militare, ha prodotto un inaspettato effetto domino nella cultura occidentale. Un impatto che è stato evidente non soltanto nella musica e nelle arti visive - complice la grande potenza comunicativa del rock - ma anche e più di quanto comunemente si pensi, in altri campi: cinema, moda, pubblicità, architettura, design e scienza.
Questa opera segue la filosofia psichedelica, dai posati circoli intellettuali europei (Ernst Junger, Walter Benjamin, Aldous Huxley) alle controculture ribelli (beat, hippies) sino all'esplosione artistica (Jimi Hendrix, Jefferson Airplane, Beatles).
Sfogliandone le pagine ci si può imbattere negli abiti di Emilio Pucci o nei film di Federico Fellini e Stanley Kubrick, nel design di Ettore Sottsass o nelle architetture di Archigram, nelle avventure di James Bond, negli store Fiorucci e Biba, nei fumetti e nelle riviste underground, nei complotti dei servizi segreti, nello sciamanesimo elettronico e in molto, molto altro.
Seguendone le tracce si arriva a quella che è la sua più diretta eredità: la cultura digitale.

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