Imprenditore Disabile macellato dal Fisco italiano – Vol. II – Il lato oscuro del Fisco: Quando l’Agenzia delle Entrate opera oltre la legalità, oltre le sue stesse “risoluzioni”

«… Ad esempio, si continua a prevedere che nel 94% dei controlli deve essere trovato qualcosa. I cittadini spesso si dicono: ‘Ma possibile che ogni volta che c’è un controllo mi trovano qualcosa?’
Eh, bisogna dire loro che è scritto nero su bianco che gli uffici devono fare questo. È una follia, una follia!»
Il Vol. I si basava sulla convinzione – sposata dall’ingenuità dell’imprenditore – che l’Agenzia delle Entrate esigesse un documento “dovuto” e anche che fosse vera la regola per cui un corriere può distruggere dopo solo 1 anno e 1 mese il CMR prodotto per una certa spedizione. Non è così.
L’autore lo dimostra e sottolinea l’illegale operato del vettore che, è invece tenuto a conservare i CMR 60 mesi – 5 anni – come ogni altro documento prodotto o ricevuto; dimostra altresì che l’Agenzia delle Entrate operò un illecito esigendo un CMR che la stessa dichiara come “accessorio” – tramite sue Risoluzioni – in presenza di altri documenti comprovanti l’esportazione di beni venduti.
L’Agenzia delle Entrate sembra quindi operare con il solo fine di “estorcere” – parte o tutto – il denaro dovuto al contribuente operando in base a precisi ordini politici; il testo in apertura è uno stralcio dell’intervista che l’On. Enrico Zanetti – ex Vice Ministro Economia e Finanza – rilasciò il 9 ottobre 2017 all’inviato Riccardo Trombetta di Striscia la Notizia.
Questo Vol. II contiene prove documentali inequivocabili su come le cose sarebbero dovute andare diversamente a fronte di un corretto operato dell’autore, ex CEO della propria attività e poi contribuente vessato – truffato – dall’Agenzia delle Entrate.
L’autore propone quindi una riflessione: «Si parla tanto di come gli italiani evadono, se nel computo globale delle evasioni ci sono anch’io, che faccio sicuramente parte di quel 94% di soggetti rapinati, forse, l’Italia è un Paese di gente onesta!»
Sempre l'autore ricorda le parole di Publio Cornelio Tacito: «Corruptissima re publica plurimae leges» ossia «Moltissime sono le leggi quando lo Stato è corrotto»; a significare che quanto più lo Stato è corrotto e la legalità viene sempre meno, più le leggi si moltiplicano, perché sono create non più per il bene comune, ma ad personam quindi ad hoc: negli interessi di mille singoli corruttori, per mille situazioni di vantaggio personale. Non bisogna dimenticare che l'Italia ha una tale esuberanza di leggi da indurre a pensare alla corruzione – al mal governo – come un “male” endemico per l'italica penisola. Un male incurabile sin tanto che i legislatori non cambieranno realmente per convertirsi o lasciare il posto a veri tutori, difensori, e governanti di un Paese che già all'epoca di Publio Cornelio Tacito dimostrò la sua grandezza, ai tempi, “imperiale”.
Se fossimo un paese governato con onore, la dichiarazione dell'On. Enrico Zanetti avrebbe dovuto provocare la caduta del governo o l'immediata rimozione dall'incarico del Ministro dell'Economia e “delle Finanze indebitamente sottratte”.

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