Silenzi

Inseguendo il sogno del boom economico, dispensatore di ricchezze e felicità, la famiglia Sartori si trasferisce dalla campagna alla città industrializzata. Ma Ottavio, il padre, si ritrova quasi subito in cassa integrazione, divorato dalle rapide evoluzioni di un'economia governata dalla logica del profitto. Da questo momento in poi, tutto precipita inarrestabilmente verso un destino tragico che si accanisce in particolare contro Marianna, la figlia più giovane e più fragile. Tormentata dalla paura di non piacere a nessuno perché povera, la ragazza si rifugia in un cimitero e proprio in quel luogo, dove vita e morte si confondono, ha un fugace incontro d'amore con un suo coetaneo che poi svanisce nel nulla regalandole una gravidanza vissuta come colpa e possessione diabolica. Vittorino Andreoli, autorevole studioso della psiche umana, racconta magistralmente l'innocenza ferita e umiliata di un'adolescente che non trova conforto al suo bisogno d'amore. E in questo suo nuovo romanzo, in cui si fondono tutte le questioni che lo appassionano - il cinismo della società attuale, il denaro come unico mezzo per emergere, il disprezzo per gli "ultimi", il ricordo dei morti la cui ombra continua a proiettarsi sui vivi - illumina quel buio interiore che sottilmente invade i meandri dell'anima, e toglie la speranza soprattutto ai più deboli, portandosi via il futuro e il sogno di una vita migliore.

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