MASTERS & COMMANDERS VERSO L’IGNOTO: NAVIGAZIONI STRAORDINARIE AI CONFINI DELLA TERRA PARTE I: XIV-XVIII secolo

Non posso non riconoscere come il titolo scelto per questo libro, primo di una trilogia di grandi navigatori, sia indubbiamente “accattivante”... Me lo ha infatti suggerito il famoso film plurioscar Master and Commander, Sfida ai Confini del Mare (2003) , con Russell Crowe come attore protagonista. Dove si narra di una nave inglese che, al tempo delle guerre napoleoniche, si deve portare fin nel remoto Pacifico, per confrontarsi con una fregata corsara francese, ben più grande e veloce. Una galoppante narrazione filmica senza pause e “intermezzi”, così trascinante e scoppiettante da coinvolgere lo spettatore, che viene lasciato “senza respiro”.
In realtà sia Master che Commander sono due ben noti termini della marineria, non solo britannica. Designano chi, a bordo, dispone di un’autorità pressoché assoluta su nave ed equipaggio. Per la prima volta furono utilizzati assieme intorno al 1670. Quando si trattava di comandare grandi navi, che non potevano essere assegnate ad un Luogotenente, ma nel contempo non erano così imponenti da metterle agli ordini di un post-captain (Capitano). Poiché erano navi da guerra dotate di non più di 20 cannoni, a bordo delle quali il Master & Commander era responsabile, sia della navigazione, che della condotta di eventuali scontri navali. Dal 1794 i due termini si ridussero ufficialmente al solo Commander. Anche se per molti anni saranno ancora impiegati nel linguaggio comune.
Il primo volume della trilogia si interessa ai navigatori che, dal XIV secolo fino alla soglia del secolo XIX, si spinsero ai “confini del mondo” per esplorare ulteriori rotte marittime e ricercare altre terre e nuovi continenti.
Il Principe portoghese Enrico, detto “Il Navigatore” rappresenta un caso a parte. Poiché ha agito da straordinario propulsore e volano per i numerosi naviganti che, spingendosi verso l’ignoto geografico, sono andati via, via a scoprire isole, regioni, terre, paesi, addirittura interi continenti. In tal modo agendo da eccezionali apripista ai molti altri che, più tardi, si porteranno sulle loro medesime scie. Seguendone pedissequamente rotte, vie e “passaggi”, o ricercando sempre nuovi e alternativi percorsi.
Tutti loro riporteranno in patria, non solo preziose informazioni di ogni tipo, come quelle cartografiche, ma anche i variegati “tesori” naturali, spesso del tutto sconosciuti in Europa, che quelle lontane terre producevano.
Ecco i loro nomi:
1. Il “Marco Polo cinese”: Cheng Ho (Zheng He), 1371-1424, l'Eunuco dei Tre Gioielli e le sue sette spedizioni nell’Oceano Indiano del 1405-1407; 1408-1411; 1413-1415; 1416-1417; 1421-1422; 1424-?; 1430-33
2. L’infante Dom Henrique (“Enrico Il Navigatore”), 1394-1460 e le scoperte geografiche portoghesi
3. Giovanni Caboto, 1450?- 1498, e la scoperta del Canada
4. Bartolomeo Díaz, 1450-1500, primo a doppiare il Capo di Buona Speranza
5. Gaspar Corte-Real, ca. 1450-1501, il primo ad effettuare la reconnaissance della “Terra dei Merluzzi" (Terranova). Scomparendo nel nulla nel 1501
6. L'uomo chiamato "America": Amerigo Vespucci, 1454-1512 e i viaggi di reconnaissance del "suo" continente
7. Il navigatore Jacques Cartier, 1491-1557 e l’incontro con il caleidoscopico mondo delle tribù indiane del Canada
8. Il “pirata” per antonomasia Sir Francis Drake, 1544-1596
9. Il grande navigatore inglese John Davis, 1550-1605
10. Il grande navigatore artico Henry Hudson, 1570-1611
11. 35.000 miglia di esplorazioni marittime e terrestri di Samuel De Champlain, ca. 1570-1635, il “Padre del Canada”
12. Abel Tasman, 1603-1659, il più grande navigatore olandese
13. L’olandese Jacob Roggeveen, 1659-1729, scopritore dell’Isola di Pasqua,
14. James Cook, 1728-1779 e i suoi tre strabilianti viaggi intorno al mondo
14.1 A bordo dell’Endeavour, la nave del primo viaggio nel Pacifico di Cook
15. Una reconnaissance lunga metà continente: George Vancouver, 1757-1798 e il Nord America
161 pp. 120 foto (87 a colori), bibliografia, note

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