L'estetica del cuore

Un viaggio non avviene mai nel vuoto tono di un mondo in sospensione; non si attua mai come percorso inespressivo nel suo estendersi in mille dimensioni o tragitti sconosciuti. Un viaggio è sempre un modo lodevole di scoprire l’abisso che in noi dimora. Ecco perchè intraprendere un viaggio è sempre la manifestazione encomiabile di una personalità che nel bene o nel male vuole emergere. Con questo voto luminoso ed esemplare l’autore che durante il suo viaggio cerca di capire chi sia, diviene in un primo istante colui che parla utilizzando una prima persona insicura ed esitante, ed in un istante successivo una terza persona che vuole rivelarsi, poichè parlare di se stesso guardandosi da fuori gli permette di intravedere e delineare un lato ermetico e nel contempo aureo di se stesso. Il ragazzo invisibile, nel corso di un tempo silenzioso che è il suo tempo, durante il tragitto che lo separa dal suo passato, si trova in un autobus ad attraversare il Brasile sino alla frontiera con il Paraguay. Un viaggio fatto di dialoghi, carezze, incertezze e gesti d’amore accanto a una donna molto piu’ grande di lui. Una storia personale ma nel contempo universale che unisce il filo incompreso dell’umanità il cui unico movente, a parte l’amore, dovrebbe spingere alla domanda che ogni uomo giunto all’età cosciente dovrebbe porsi: chi sono e cosa voglio dalla mia vita?

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