Coltan.: Il silenzio del mondo

Talito ha solo sei anni quando, sulle sponde del Lago Kivu vicino a Goma, nella Republica Democratica del Congo, viene rapito da alcuni militari. Dopo giorni di viaggio al fianco dei suoi sequestratori, viene condotto in una miniera dove centinaia di bambini sono costretti ai lavori forzati e a vivere in condizioni disumane. Qui si lavora il Coltan, il minerale insanguinato, fondamentale per la fabbricazione di congegni elettronici. Talito, pur essendo molto piccolo, riesce ad architettare la propria fuga grazie all’aiuto di una donna, che è l’amante dell’uomo che controlla militarmente la cava. Il bimbo scopre così che il Coltan viene comprato da tantissime aziende per essere inserito soprattutto nelle batterie dei telefoni cellulari, al fine di farle durare più a lungo.
Il messaggio racchiuso in questa storia è rivolto in particolar modo alle nuove generazioni, ai giovani, per far capire loro quanto sia importante affrontare con coraggio tutte le forme di sfruttamento minorile: è quando si decide di rompere il silenzio che si può finalmente riacquistare la dignità umana.


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