Non so perché non ho fatto il pittore: Scritti sull’arte (1934-1990)

Fin dall’infanzia Alberto Moravia è affascinato dalla pittura e per tutta la vita si circonda di artisti di diverse generazioni. A partire dagli anni trenta si interessa all’arte anche con un’intensa attività critica, per la prima volta raccolta in volume. Gli scritti – un piacevole e inedito attraversamento dell’arte secondo Moravia – permettono di comprendere come l’autore contamini arte e letteratura, letteratura e arte, tra potenzialità e limiti, allusioni, rimandi cifrati e dichiarati, capacità iconica di una lingua che rivaleggia con le altre arti nella rappresentazione del mondo.

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“… Dovremo d’ora in poi includere la precarietà tra le categorie dell’arte moraviana, quale matrice del suo inestinguibile bisogno di attualità. Moravia è uno scrittore perennemente “precoce”, necessitato a bruciare senza sosta un passato sempre “breve”, volto e per così dire condannato all’attualità …” Geno Pampaloni La bella vita è la prima delle tante raccolte moraviane di racconti....

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