Massimo Padalino

Nella desolata campagna veneta il destino del grezzo meccanico Cugino Berto e del suo sgraziato cane Asilvia s’incrocia con quello della maga televisiva Mina, erede di una lunga tradizione di neostregoneria.
Due piani criminali, uno venale e pragmatico, l’altro trascendente ma non meno sanguigno, sono gli ingredienti dell'irriverente ricetta del gioco.

Un meccanico pasticcione e razzista con la passione per il rock sudista dei Lynyrd Skynyrd e una predilezione per i colpi facili: Cugino Berto detto anche il Bubba delle caverne; il suo devoto botolo Asilvia, sfigato di un cane di leopardiana memoria; il suo mentore pugliese, un delinquente noto nel giro col nomignolo La Ragione… e sullo sfondo la campagna veneta, set ideale di un romanzo – sospeso fra comedy e black comedy – che coinvolge personaggi bislacchi e grotteschi. Dalla timida biondina adolescente Lia, solo in apparenza tutta acqua e sapone, alla cinica zia maga Mina che individuerà nella nipotastra la degna discepola di una spietata stregoneria 2.0. Da Edo, lo studente che ama/odia gli insetti e vede l'umanità come un immenso formicaio, fino a Leone, l’operaio-filosofo che pensa sempre cose intelligenti ma fa solo cose stupide.
Senza dimenticare la fragile trans Giacomo/Frine, costretta ad abbandonare la nonnina moribonda per far da palo a bordo di un’infernale Ford Thunderbird.
E mentre la storia di ciascuna di queste improbabili figure fa il proprio (inquietante) corso, qualcuno ha in mente una rapina che innescherà una serie di reazioni a catena che condurranno il racconto verso il più imprevedibile dei finali. Perché la follia è fatta di regole e richiede un metodo. Mentre la realtà è fatta a strati. E strato dopo strato, si arriva all’ultimo strato. Oltre quello c’è solo… il gioco!  

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