Una suprema nostalgia

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Una suprema nostalgia
Autore
Domenico Ferla
Pubblicazione
1 novembre 2016
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Il nuovo libro di Domenico Ferla, "Una suprema nostalgia" composto da una sezione poetica, da un poemetto che dà il titolo al libro e da Mimì, un testo in bilico tra prosa e poesia, è ancora ispirato alla tematica gnostico-manichea, si coglie l'uso del dialetto e il riferimento ai poeti crepuscolari. Suprema nostalgia dunque, nostalgia di un mondo oltre il nostro vivere inquieto, altalenante tra angoscia, disperazione, noia e momenti più lieti, ma sempre illusori. La nostra vita è un sogno che a volte può anche divertirci, ma che presto svanisce lasciandoci smarriti, soli con le nostre tante domande. La ragione non trova risposte soddisfacenti al perché del dolore del mondo, al perché del male, come si legge in una sezione del libro dal carattere squisitamente filosofico. La soluzione al nostro delirare giunge dall'intuizione del Nulla, un Nulla che non è il niente, ma "pensiero del pensiero del pensiero infinito", vuoto assoluto. S'intravede così una Luce e nel Silenzio possiamo ascoltare la voce che si rivela: "Ascolta la mia voce, voce del tuo silenzio". L'atmosfera che qui si respira è diversa dal precedente lavoro del Ferla, La Casa di Arimane dove il tema è decisamente il male.

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La suprema nostalgia di Domenico FerlaRecensioniLibri.org

L’epopea d’una vita a lunghi tratti tormentata, da cui traluce al suo inizio ciò che verosimilmente è l’incubatrice di molte delle scelte, comprese quelle politiche, di Domenico. «C’era la guerra, l’orrenda guerra e io ero piccolo», ci racconta, «Un ragazzo mi vedeva giocare. E rideva, rideva, rideva, gaio. Ecco qual è la mia suprema nostalgia». Continua…

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