In carne e ossa

Matteo fa il suo dovere, anche se non gli piace, anche se deve infilare la mano nelle viscere di bestie che servono per nutrire “le bestie” umane. Lavora alla Bovinia S.p.A., grande industria alimentare del Paese, ed è un problem solver, un termine che significa: sveglia presto, motosega, piccone, maschera antigas, bigattini, sangue, piscio di animali, in un riuso di carne per ditte farmaceutiche, vestiti e tante altre cose. Col passare dei giorni, sotto lo sguardo lucido e cinico del protagonista, complici anche gli strani biglietti che comincia a ricevere, si manifesta sempre più l’ipocrisia del proprio contesto; Matteo inizia così un’evoluzione del tutto personale, costellata da sogni deliranti, come fosse precipitato in un film di Lynch o di Cronenberg. E quando la Bovinia, orrorifico e sanguinoso girone dantesco per animali, verrà minacciata da un branco di lupi, il protagonista dovrà decidere qual è il male peggiore da affrontare.

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