Stato e rivoluzione

Lenin, il più grande interprete dei fondatori del marxismo, Marx e Engels, propone qui un vero e proprio manifesto sull’applicazione dei principi rivoluzionari, soffermandosi sul problema dello Stato.

“Quando esiste lo stato, non vi può essere libertà. Quando vi è libertà, non può esistere lo Stato”.

Lenin intende pertanto stabilire l’autentica concezione marxiana dello Stato, inteso quale stumento dell’oppressione di classe, contro le deformazioni della dottrina operate dagli “opportunisti”, i socialisti.
L’idea di stato e rivoluzione era quella di ovviare alla mancanza totale di aiuto che la sinistra (la socialdemocrazia) occidentale stava dando non solo alla fine immediata della guerra mondiale, ma anche alla trasformazione della guerra imperialistica in guerra civile all’interno di ogni singolo paese belligerante.

Entrambe le condizioni avrebbero aiutato moltissimo lo svolgimento della Rivoluzione in Russia.
Lenin da tempo era convinto che la Russia avrebbe dovuto realizzare la rivoluzione socialista da sola, senza l’aiuto di alcun movimento progressista europeo.

Vladimir Lenin (1870-1924) è stato un rivoluzionario e politico russo, fondatore dell’Unione Sovietica. Ideologicamente marxista, le sue teorie politiche sono state poi riconosciute come “leninismo”.

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