La terra che calpestiamo

«Un romanzo che esplora la relazione dell’uomo con le sue origini, la ricerca del significato della vita e la capacità degli esseri umani di superare le difficoltà. »
La Vanguardia

All’inizio del Novecento, si immagina che l’Europa sia dominata dall’impero più grande, potente e brutale che si sia mai visto, di cui non si conosce il nome né l’origine. Anche la Spagna viene annessa ai suoi territori e, dopo la conquista, ai militari che hanno guidato l’occupazione viene dato come premio il permesso di trasferirsi in un piccolo villaggio idilliaco in Estremadura. Eva Holman, moglie di un colonnello in pensione, vive serena con il marito in uno dei terreni espropriati, finché un giorno si presenta da lei un vecchio, sporco e sfinito, che senza dire una parola si stabilisce nell’orto, sotto un fico, e sembra deciso a restarci per sempre, come se quel luogo gli appartenesse. Con la sua presenza insistente, e con la storia terribile che emerge dalle sue poche parole, l’uomo cambia con violenza la visione del mondo di Eva.
Un romanzo sulla ricerca del senso della vita dove il rapporto con la terra è l’unico modo per tornare alle origini e discernere il vero dal falso. Una scrittura nitida ed essenziale come una poesia, un racconto aspro che non ha paura di frequentare i luoghi oscuri dell’umanità.

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Non ci sono ancora recensioni o articoli