Ficus in una pentola di melograno

Esattamente alle cinque in punto, con un cuore morente, aprii il cancello e cominciai a salire tra gli alberi del giardino fino alla casa di Carlota. I miei amici, avendo fatto molto con me, sono andati a casa, a Portosin. Abbiamo deciso di parlare per parlare e di incontrarci la sera e poi, guardando la situazione, decidiamo cosa fare. Naturalmente volevo passare tutto il tempo con Carlota. Ma potresti andare in discoteca. Tutto dipendeva dall'umore e dai desideri di colui a cui stavo pensando continuamente tutto il tempo.
Avevo pantaloni perfettamente stirati, mocassini neri leggeri e una camicia leggera per una manica corta. Il sole, anche se stava iniziando a declinare verso il tramonto, brillava di raggi infuocati e ci sarebbe stato un caldo incredibile, se non fosse stato per la vicinanza del mare osereo.
Avvicinandomi alla casa, ho iniziato a guardarmi intorno e ad ascoltare. Ma tutto era tranquillo e non c'era nessuno da vedere. Allora ho gridato ad alta voce:
- Ehi! C'e qualcuno che non dorme in questo regno assonnato? In risposta alle mie urla, dall'alto, una finestra della soffitta era stata aperta sul tetto e la faccia sorridente di Fernando si sporgeva da essa.
- Ciao amico! Vieni dal mare?
- Naturalmente! E molto piu vicino qui!
"E Carlota ti sta aspettando in macchina, dal lato della strada."
"Sto gia correndo!" Ho urlato, interrompendo.
- Corri, scappa! venne una voce dopo di me. "E poi se ne andra senza di te."
Non mi fermai e chiesi di nuovo dove stava andando. Ero gia abbastanza, il fatto che lei mi stesse aspettando. E Carlota seduto nel ma-shi-no, Ne-Redom schierato alla strada al volante e tamburellava nervosamente, Pal-Tsami sul cruscotto. Il suo sguardo era fisso sul lato opposto della strada, sul lato del campo. Inoltre, era accompagnata da movimenti del capo di ogni avomoto-bile che da li scorreva. Probabilmente non mi ha visto nella revisione retrovisore-on, da quando ha cominciato, quando ho bussato sul tetto e ha chiesto la voce amica:
- Non puoi avere una sigaretta?
"E pericoloso fumare!" Carlota sorrise. - E spaventa senza difesa di Vushke in generale - e pericoloso per la salute!
"Soprattutto e pericoloso per chi ha paura!" - Ho confermato, sedendo sul sedile del passeggero. E ha spiegato: "Guardando la vittima che sta battendo nella febbre convulsa, quella spaventosa puo ricevere uno shock inquietante e, forse, anche con un risultato particolare.
- Si, come otterrete! disse, avviando il motore. - A proposito! Avevi quasi cinque minuti di ritardo, e non me ne sono andato solo perche ho pensato alla lista degli acquisti necessari.
"Cosi mi sono avvicinato dall'altra parte", spiegai, nella doccia soddisfatta della sua piccola bugia. "E all'ora stabilita."
"Non ci avevo pensato", confesso Carlota, guidando sulla strada. "Non sospettavo nemmeno che tu potessi pensare in questo modo."
"Non ci portano a lavorare per i disoccupati", la rassicurai.
- Si! - e inizio a stuzzicare: - Prendi di piu, porta via, mentre torni indietro, riposa! Senza l'istruzione superiore non puoi farcela, perche il bambino-lavoro e molto intellettuale.
- Certo! Ma come altro? - Ho ridacchiato internamente alla sua stima giusta, ma-ipotesi, per la selezione dei dipendenti da parte della nostra azienda. Intersno: cosa direbbe se le mostrassi il mio diploma adesso? Ma ci riesce. Lo lascero all'ultima spiaggia. Nel frattempo, ho chiesto: "Certo che sono spaventoso, ma non intelligente, ma ho ancora il coraggio di chiedere: dove stiamo andando?"
- Si! Domanda molto scorretta! Carlota mi guardo con disapprovazione. "Non solo e stato preso, si sta ancora chiedendo dove."
- Cosa puoi fare! La ragione di questo e la mia crescente brama di conoscenza e la curiosita innata.

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