Non c'è niente da dire all'acqua

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Non c'è niente da dire all'acqua
Autore
Grace Mellor
Pubblicazione
21/01/2018
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Cirillo lascio il cinema "Patria" e si trovava nella piazza Manege. Era gia abbastanza buio. Ovunque c'erano segni al neon. I lampioni bruciati. Ha camminato, lentamente. Ai lati non ha guardato. Era ancora fortemente impressionato dalla foto che vedeva. E stato piacevolmente sorpreso. Ma non per il fatto che, apparentemente insignificante, un film storico low-budget degli anni settanta gli ha causato cosi tante emozioni positive. Sam poi si era reso conto a lungo che il fascino di questi dipinti non era in effetti speciali sorprendenti. E non nella recitazione vocale di alta qualita, che in film di questo genere non poteva essere ricordata. Non c'era un costante cambiamento di personale, tremolante e vivace in loro. Ma questo e esattamente cio che era cosi prezioso per lui. Per questo e andato a questo cinema. L'unico cinema in citta, che ha continuato a girare questo film. Il cinema non e per tutti. E cosi fu cosi piacevolmente sorpreso che l'auditorium in quel momento era pieno quasi completamente. Non lo vedeva da molto tempo. Era sinceramente felice per il fatto che sempre piu persone fossero attratte da cose del genere. Per i film in cui i piani sono grandi, le repliche degli attori sono pensate, il gioco degli attori e attuale, speculativo.
All'improvviso una grande goccia d'acqua cadde sulla sua testa. Poi un altro. E altro ancora. In pochi minuti queste gocce apparentemente insignificanti e senza pretese, unirono le forze e subito si trasformarono in un vero e proprio acquazzone. Lui non aveva l'ombrello. Non era pronto per un tale giro di eventi. A Cirillo non piaceva cadere sotto la pioggia. Era scoraggiato dalla sensazione di umidita e freddo, che inevitabilmente arrivava, indipendentemente dal fatto che avesse o meno un ombrello con lui.
Immediatamente dopo di lui comincio a correre attraverso il popolo. Non tutti loro. Le persone anziane e in una posizione di tali liberta non potevano permettersi. Camminarono, piu risolutamente, con facce imbronciate. Quelli che sono piu giovani, non erano cosi rigidi, e piu spesso si precipitavano con urla, ma allo stesso tempo sorridevano. Ma tutti ne cercarono uno. Shelter. Salvezza dagli elementi infuriati. C'erano anche quelli che, a quanto pare, erano persino contenti della sorpresa inaspettata della natura. E quando centinaia di litri d'acqua sono caduti sulle loro teste, hanno anche rallentato un gradino. Sembravano prendere in giro gli altri. Un sorriso appena percettibile e stato letto sui loro volti. Sembravano essere scelti, speciali. L'elemento non li spezzo, non cadde sotto di loro. E solo ora, Cyril, guardandoli e sconcertato, improvvisamente si rese conto che lui stesso era gia stato in piedi in un posto per diversi minuti, in mezzo alla piazza e senza fare assolutamente nulla. La pioggia gli sgorga dalle guance e dagli occhi, ma non sembra affatto accorgersene. Era cosi sbalordito da questa scoperta che non si sposto nei due minuti successivi. Anche se in quel momento ho gia capito che dovevo fare qualcosa. E prima e, meglio e. Il secondo secondo Cyril si precipito a correre. Non ha fatto distinzioni tra le strade. Avevano solo un istinto. La sensazione dimenticata di umidita odiosa divenne improvvisamente evidente nella sua mente. Passarono un paio di secondi. Sembrava che fossero durati per sempre. Si trovo sotto un alto arco. Solo allora si e fermato per la prima volta. Respiro e si guardo attorno. A un paio di metri da lui c'era una porta della porta principale. Uno dei tanti. Ma questo era un innegabile vantaggio. Plus per lui. Meno per tutti gli altri. Non c'era il blocco del codice sulla porta, e lui poteva facilmente entrare. Sali al quinto piano. In totale, in questo tipico padiglione c'erano sei di loro.

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