Ultimo domicilio conosciuto: Tredici storie sulle Pietre d'inciampo (I minolli)

Un sampietrino rivestito in ottone su cui sono incisi un nome, una data e un luogo di nascita, una data e un luogo di morte.Un tassello della pavimentazione in rilievo, perché il passante ci inciampi con lo sguardo, perché si fermi un istante a leggere quello che vi è scritto sopra prima di passare oltre.Sono oltre 56.000 le vittime del nazismo che l’opera dell’artista Gunter Demnig ha riportato alla memoria. Oltre 56.000 Pietre d’inciampo, incastonate in tutta Europa, lì nei posti dove quelle vittime hanno abitato, dove avevano costruito a poco a poco la loro vita che hanno dovuto lasciare, per la brutalità della guerra, per ordine di quelle leggi razziali nel cui nome sono state commesse le peggiori nefandezze dell’umanità.Tredici autori, in collaborazione con la scuola di scrittura Bottega Finzioni di Bologna, donano una voce a chi da tempo l’ha perduta, a chi se l’è vista soffocare molti anni fa.Tredici opere, ideate sulla base di ricerche e documenti minuziosamente analizzati e studiati, che riportano in vita per il tempo di un racconto la memoria di Claudio e Gilda Sinigaglia, Ida Liuzzi, Iole, Ilma e Beatrice Ravà, Dante Padoa, Ada, Bice e Olga Corinaldi, Gino Benatti, Mario Sguazzini, Giorgio, Benedetto e Lina Melli.Perché il passato non rimanga sepolto nel tempo, ma scorra a fianco del presente e impedisca che gli errori che si porta dietro possano ripetersi di nuovo.Gli autori: Stefano Accorsi, Vanni J. Balestra, Laura Ballestrazzi, Antonio Bria, Silvia Cadonici, Ferdinando Cerrato, Leonardo Foriglio, Mattia Frigeri, Agnese Gorgolini, Antonella Gullotta, Michele Monni, Silvia Pelati, Eugenia Ragnoli, Andrea Settembrini

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