PERCHÉ L’ITALIA È IN AFGHANISTAN?: La missione italiana in Afghanistan ricostruita passo dopo passo, fino alla primavera del 2012. E tutte le ragioni per cui non si è mai trattato di

Il libro costituisce la pubblicazione della mia tesi di Laurea che nel novembre 2012, pochi mesi dopo la discussione, ha ricevuto una menzione speciale dal Premio Internazionale di Giornalismo Maria Grazia Cutuli. “Lavoro di grande attualità e non privo di spunti inediti. Da rimarcare le conclusioni cui giunge la candidata, ossia che quella dell'Italia non è una missione umanitaria, ma il nostro Paese è presente in quel teatro di guerra come a voler dimostrare agli alleati di essere un partner affidabile”. Così recitava il Premio. Da quella minuziosa ricostruzione di fatti, fonti e interviste inedite sono passati ormai più di 5 anni e oggi, che sono una giornalista, un libro sul "perché la missione italiana in Afghanistan non è mai stata una missione di pace" lo avrei scritto in maniera decisamente diversa. Ma, prima di aggiornare quella ricerca con la pubblicazione di un libro vero e proprio, ritenevo doveroso non dimenticare questo prezioso punto di partenza. Dagli eventi che portano all'intervento italiano in Afghanistan al ruolo delle nostre forze speciali nel teatro, dalle tangenti rivelate da Wikileaks ai casi italiani di Post Traumatic Stress Disorder, dal silenzio sulle operazioni di guerra condotte anche dalle nostre truppe, al coraggio dei giornalisti che sono andati sul campo per documentare: questi sono solo alcuni esempi di tutto ciò che potete trovare in questa ricostruzione.

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