Racconti di donne, tarocchi e briganti


La serie dei sei racconti ha un filo conduttore comune: le conseguenze dell’annessione dei territori dell’ex Regno delle due Sicilie al nuovo Regno di Italia nella vita quotidiana di un piccolo paese della Calabria, dopo il 1861. Vengono messe in evidenza problematiche nuove, a volte drammatiche, scaturite dalle vicende politiche, tra le quali nascono e si intrecciano i fatti immaginari narrati nei vari racconti.
Le storie scorrono come fotogrammi di un film sullo schermo virtuale del salone di un barbiere nel centro del paese, luogo di raccolta di informazioni, pettegolezzi e commenti. Anche i tarocchi trovano spazio in uno dei racconti. Contribuiscono a creare un’aria di mistero e di turbamento nei personaggi che, loro malgrado, vengono coinvolti nel gioco esoterico.
L’unificazione d’Italia portò notevoli sconvolgimenti nelle abitudini e nel modo di vivere delle popolazioni meridionali. La gente dovette affrontare i problemi del brigantaggio, che la costrinse a vivere per anni in un clima di guerra civile. L’atmosfera carica di terrore non risparmiò nessuno tra civili, militari, religiosi.
Inoltre l’indebolimento della forza lavoro, a causa del servizio militare di leva troppo lungo, provocò gravi danni ad un’economia locale basata principalmente sul lavoro manuale maschile, privando le campagne di manodopera.
Un altro argomento importante trattato in quasi tutti i racconti riguarda il ruolo determinante delle donne, le quali, reagendo con fermezza alle nuove emergenze, spesso divennero le protagoniste principali della società, impegnate a gestire da sole le famiglie, i figli e le attività lavorative. Molte di esse si dedicarono all’istruzione scolastica offrendo un valido contributo alla lotta contro l’analfabetismo, elevatissimo in quell’epoca. Vennero quindi registrati segnali timidi ma significativi dell’emancipazione femminile.


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