Boncompagno da Signa e la disgrazia della vecchiaia nel Medioevo: Introduzione, traduzione italiana con testo latino a fronte a cura di Paolo Garbini (medi@evi. digital medieval folders)

Uno dei ritratti più raccapriccianti e dissacranti della vecchiaia è quello duecentesco frutto della penna dello scrittore medievale Boncompagno da Signa, che alla vecchiaia non fa sconti, contro il modello ciceroniano del ‘bene’ della senectus. Come forse per esorcizzare un’età verso cui lo stesso autore veleggia, esplicitamente per essere di consolazione ai vecchi che nel libro si riconoscono, per la filosofia del ‘mal comune mezzo gaudio’, la vecchiaia e la decrepitezza sono presentate come il tempo di ogni pena fisica e psichica. E contro la vecchiaia niente possono gli uomini e donne che pure tentano da sempre di ingannarla: che ci si tinga i capelli con l’henné o che ci si escori il viso con pozioni urticanti. Il testo critico del De malo senectutis et senii e la traduzione di Paolo Garbini pubblicati già a stampa nel 2004, sono ora riprodotti in ebook preceduti da un’ampia introduzione che inquadra il contesto socio-culturale del trattato, facendo dialogare il testo con le sue fonti letterarie, bibliche e, soprattutto, con la letteratura medico scientifica del tempo, che della vecchiaia metteva a nudo patologie ed effetti: dalla raucedine alla lacerazione polmonare, e a ogni specie di malanno.

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