Un uomo per fuoco: Un'antica tradizione di democrazia diretta

Dall'incipit al finale, con "Un uomo per fuoco" entriamo, in medias res, nell'amministrazione quotidiana di una piccola comunità del Seicento. Partendo dalle questioni che affliggevano a quel tempo gli abitanti, come la mancanza di una fontana e di un orologio pubblico, di un medico condotto, di un maestro di scuola, ci vengono narrate dal loro punto di vista le vicende che li conducevano alla soluzione, fra partecipazione popolare e intrighi. Caratteristica delle comunità di allora era infatti l'autorganizzazione, e dell'amministrazione della cosa pubblica si occupava un consiglio generale al quale potevano partecipare tutti i cittadini. Una tradizione, questa, plurisecolare. Il narratore non fa mai riferimenti al tempo presente, di cui parla solo raccontandoci, scrupolosamente, questo frammento di Storia nascosta e dimenticata.

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