DI NOTTE. NEL NIDO DELL'AVVOLTOIO

Molti uomini cercano la felicità nella ricchezza, ma spesso non trovano né l'una né l'altra perché si perdono nell’illusione di poter trasformare piombo in oro: affidandosi al gioco e alla speranza di un colpo di fortuna capita che perdano anche quel poco che hanno.
In questo racconto si ribaltano molti luoghi comuni. Leonardo, il protagonista, è convinto che sia la fortuna ad appostarsi dietro l'angolo per aspettare le sue “vittime” e non serve inseguirla, anzi a volte sarebbe meglio non incontrarla affatto.
Quando Leonardo prende coscienza che molte persone (lui compreso) non si accorgono di avere già molto di quello che cercano, per dare una svolta alla sua vita e cercare di raggiungere la felicità, si inventa una nuova alchimia: “trasformare materia in spirito”.

In vacanza in un piccolo paese di montagna, per singolari coincidenze, si trova ad assistere ad una insolita e misteriosa riunione dentro un vecchio convento: è il primo di molti incontri notturni tra personaggi molto noti, vissuti in passato nell'Occidente del mondo.
In quei giorni un suo vecchio amico lo esorta a visitare una grotta sulla quale si racconta una leggenda: chi vi mette piede subirà cose terribili ma se, allo scoccare della mezzanotte, si trova in un punto preciso della grotta, ne potrà uscire indenne.
Per Leonardo tale leggenda è, in qualche modo, legata alle riunioni del Convento; decide quindi di esplorarla e tra altre cose inaspettate, trova anche un “tesoro” che mai potrà conoscere svalutazione. Intanto l'incredibile riunione al Convento, alla quale Leonardo assiste per parecchie notti nascosto nella cella di un frate, gli permette di scoprire molte cose sulle leggi degli uomini e su quelle di Dio.

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