Autotune

La storia della potente new wave del rap – la trap, nata in Usa negli anni duemila e diffusasi rapidamente in tutto il mondo – è una storia di melting pot, di contaminazioni culturali, di periferie e di seconde generazioni. Il musicista che l’ha reinterpretata e importata in Italia si chiama Maruego, anzi MaRue, come si è di recente ribattezzato.

Scoperto da Gué Pequeno, a partire dalla sua hit Cioccolata del 2014 sviluppa una proposta musicale nuova e ambiziosa che nel giro di pochi anni rinnova sonorità e linguaggi dell’hip hop, aprendo la strada a una intera generazione di artisti. È stato il primo a sperimentare l’uso massiccio dell’autotune.
Il suo sound unisce il rap all’elettronica e a influenze di provenienza globale, dalla raï algerina alla trap francese. Le sue rime mescolano l’italiano, il francese, l’arabo e lo slang americano, al servizio di un’inventiva linguistica vulcanica che gli ha guadagnato l’attenzione anche dell’Accademia della Crusca.

In questo libro MaRue racconta la sua vita, una vicenda accidentata e romanzesca che è il cuore della sua ispirazione artistica.
Dall’infanzia vissuta tra Casablanca e Milano negli ambienti malavitosi all’ombra di un genitore violento, rapito dal padre e salvato dall’amore della madre Nadia, all’adolescenza difficile in una Milano multietnica ma ancora lontana dall’integrazione. E poi l’amicizia e gli esordi con Ghali e Sfera Ebbasta, l’hashish, gli arresti, la gavetta in macelleria e il sogno della musica, le collaborazioni con i più grandi nomi della scena italiana – tra cui Fabri Fibra, Emis Killa, Jake La Furia – fino alla crisi e alla rinascita.

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