Symphonia

Alessandro Riversi è un pianista che vive e lavora a Milano, una notte ritornando da un concerto viene coinvolto in un incidente stradale in cui la sua mano sinistra rimane gravemente colpita. Nella speranza di recuperare le articolazioni e poter continuare a suonare va a Napoli da un famoso chirurgo napoletano. Visitando il Museo Nazionale della città s’imbatte in un’epigrafe di un famoso musicista dionisiaco del II secolo vissuto nell'antica Neapolis. Nella sua condizione di infermità della mano e nel pavento di dover lasciare la musica per sempre viene irretito da quella antica esistenza e decide di ricostruirne la storia.
Nota dell’autore
Nonostante alcuni personaggi del romanzo come Elio Antigenide, Favorino di Arelate e altri siano realmente esistiti e presenti nell'antica Neapolis del II secolo d. C., Symphonia vuole essere un romanzo e non un’opera di Storia antica. Nella stesura ogni qualvolta si è creato un conflitto tra i due orientamenti ho favorito senz'altro il primo. Lo spirito con cui ho sviluppato la ricostruzione del musicista del II secolo era rivolto alla Storia come sedimentazione antropologica dei linguaggi, dei comportamenti e della gestualità che ognuno porta inconsapevolmente nella coscienza del suo tempo, pur nella consapevolezza che ogni fatto storico e ogni personaggio del passato riceve una luce e un’interpretazione nuova in ogni secolo successivo.


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