«L'opera lirica è passione e perfidia per paranoici»: Critiche d'opera, scritti su Hanslick (Le Opere di Eric Sams)

Nel 1976 quando i suoi libri su Wolf, Schumann e Brahms sono saldamente in catalogo e una serie di saggi su Schubert lascia intendere che il volume sui suoi Lieder sia prossimo, Eric Sams accetta la sfida di diventare critico d’opera per il New Statesman, il settimanale di sinistra nato col supporto di Bernard Shaw e diretto da Anthony Howard. La naturalezza della cultura melodrammatica messa in campo è straordinaria, e tanta conoscenza è anche il sintomo di amore per l’Opera e umana comprensione per le debolezze del suo pubblico, pronto ad assistere al rito sospendendo il senso critico e logico in termini quasi fideistici. Sams eccelle nella forma aforistica, ma il suo punto di forza è il gioco di parole, simbolo di quel gioco di società che è l’opera lirica, basato sul virtuosismo talvolta vacuo di autori e interpreti. Virtuosismo linguistico in una prosa brillante e un’espressione sorridente anche alle riserve più severe sull’opera e gli interpreti. Lo stesso fa Sams con i libri in una serie di godibili recensioni e negli scritti su Hanslick: “Hanslick sosteneva che i critici dovrebbero avere qualche esperienza di composizione, cosa che sembra abbastanza ragionevole".

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I Lieder di Robert Schumann (Le Opere di Eric Sams) di Eric Sams Analogon Edizioni

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