Casa con mezzanino (racconto di un pittore): versione filologica a cura di Bruno Osimo (Opere di Cechov Vol. 5)

Fu sei-sette anni fa, vivevo in un distretto del governatorato di T., nella tenuta del possidente Belokùrov, un giovane che si alzava molto presto, portava la poddëvka, la sera beveva birra e continuava a lamentarsi con me di non riuscire a trovare comprensione da nessuna parte in nessuno. Lui viveva nella dépendance in giardino, e io nella vecchia casa padronale, nell'enorme sala con colonne, che non aveva mobili a eccezione del divano largo su cui dormivo e del tavolo su cui facevo i solitari. Qui sempre, anche col bel tempo, c'era qualcosa che fischiava nelle vecchie stufe Amosov, e durante i temporali tutta la casa tremava e, sembrava, cadeva a pezzi, e faceva un po' paura, soprattutto di notte, quando tutte e dieci le grandi finestre venivano all'improvviso illuminate da un lampo.
Condannato dalla sorte al continuo ozio, non facevo decisamente nulla. Per ore intere guardavo dalle mie finestre il cielo, gli uccelli, i vialetti, leggevo tutto quello che mi portavano dalla posta, dormivo. A volte uscivo di casa e fino a tarda sera passeggiavo senza meta.
Una volta, mentre tornavo a casa, senza volere mi ritrovai in un podere che non conoscevo. Il sole si stava già nascondendo, e sulla segale in fiore si distendevano le ombre della sera. Due file di abeti vecchi, piantati uno vicino all’altro, molto alti, si ergevano come due muri continui, formando un vialetto scuro, bello. Varcai con facilità la siepe e m'incamminai per questo vialetto, scivolando sugli aghi d'abete che coprivano il terreno per qualche centimetro. Era silenzioso, buio, e solo in alto sulle cime degli alberi tremolava qua e là una luce chiara dorata che si rifletteva sulle ragnatele formando un arcobaleno. Forte, fin soffocante era l'odore degli aghi. Poi svoltai in un lungo vialetto di tigli.Anche qui desolazione e vecchiaia; il fogliame dell’anno passato frusciava con tristezza sotto i piedi e al crepuscolo le ombre si nascondevano tra gli alberi. A destra, nel vecchio frutteto, di malavoglia, con voce flebile cantava un rigogolo, anche lui vecchio, probabilmente. Ma ecco che finirono anche i tigli; passai accanto a una casa bianca con un terrazzo e un mezzanino, e davanti a me d'un tratto si rivelò una vista sul cortile padronale e su un ampio laghetto con una kupal'nâ, con una distesa di salici verdi, con un paesino sull’altra riva, con un campanile alto e stretto, sul quale ardeva una croce, riflettendo il sole che tramontava. Per un momento mi avvolse l'incanto di qualcosa di caro, di molto familiare, come se avessi già visto questo stesso panorama da bambino.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione

Aggiungi un articolo

Non ci sono ancora recensioni o articoli

Altri libri di Anton Cechov

Racconti

Racconti di Anton Cechov

Né per fama, né per denaro: Consigli di scrittura e di vita (Filigrana)

Né per fama, né per denaro: Consigli di scrittura e di vita (Filigrana) di Anton Cechov

Reparto numero 6

Reparto numero 6 di Anton Čechov Bibliotheka Edizioni

Una denuncia contro l’oscurantismo, un inno in favore del progresso, contro l’esaltazione parossistica della natura e della religione. Scritto nel 1892, dopo il ritorno dell’autore da Sachalin (isola russa che ospitava una colonia penale, della quale scrisse un libro-inchiesta, L’isola di Sachalin, sulle disumane condizioni di vita dei forzati), Reparto numero 6 è uno dei più famosi racconti ...

La steppa

La steppa di Anton Cechov Edizioni Clandestine

La steppa è la storia di un lungo viaggio, che il piccolo Egòruska, mandato dalla madre a studiare in città, compie in parte in calesse, insieme allo zio e a un anziano sacerdote, e in parte su un convoglio di carri colmi di balle di lana, in compagnia di un disomogeneo gruppo di contadini-mercanti. Un incedere lento attraverso la sterminata steppa ucraina, in apparenza monotona e immutabile, ...

Racconto della signora X: versione filologica a cura di Bruno Osimo (Opere di Cechov Vol. 9)

Racconto della signora X: versione filologica a cura di Bruno Osimo (Opere di Cechov Vol. 9) di Anton Cechov Publisher s19050

Nove o dieci anni fa, durante la fienagione, accadde che una volta poco prima di sera, io e Pëtr Sergeič, che ricopriva la carica di giudice istruttore, andammo a cavallo alla stazione per la posta. Il tempo era meraviglioso, ma sulla via del ritorno si sentirono rombi di tuono e vedemmo una nuvola nera alquanto stizzita puntare dritto verso di noi. La nuvola si avvicinava a noi e noi a lei. ...

Il giardino dei ciliegi

Il giardino dei ciliegi di Anton Cechov Edizioni Clandestine

“Perché io sono nata qui, qui sono vissuti mio padre e mia madre, mio nonno, io amo questa casa, senza il giardino dei ciliegi, non capisco più alcunché della mia vita e, se proprio è necessario venderlo, allora vendete anche me insieme ad esso”. Nel contesto che precede la Prima Rivoluzione russa del 1905, quando l’aristocrazia si appresta alla fuga, cedendo il passo a intraprendenti ...