Il parcheggio molesto (Emma Molestini Vol. 2)

Quando lo dico che si deve andare in bicicletta. L'unica volta che mi sono fatta prestare un'automobile, mi sono scatenata addosso le ire di un energumeno, gestore di un parcheggio e di loschi traffici. I quali, neanche a dirlo, hanno richiamato l'attenzione dei gendarmi. Per la verità stavolta sono stata io a chiamarli, ma preferirei stendere un velo su questa macchia alla mia integrità. Ma l'energumeno, le sue ire e i suoi traffici sarebbero niente, se non avessi una collega di nome Regina e di cognome scriteriata, che tutte le volte, grazie alla sua stupida convinzione di essere una detective e di poter risolvere i casi, ci fa quasi morire ammazzate.
Stavolta ci siamo andate molto vicine tutte e due, ma non sarei qui a raccontarlo se i manigoldi con cui ci è toccato avere a che fare ci fossero riusciti.
Forse non sarei qui a raccontarlo neppure se un senorito aitante in fattezze di indios non fosse stato presente a salvarci la pelle.
Ma per scoprire in quale razza di sventure mi è toccato infilarmi, non resta che leggere le mie confessioni.
Buona fortuna.

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