DIARIO DI UN INCENSURATO: STORIA DI ORDINARIA FOLLIA

DIARIO DI UN INCENSURATO nasce dalla raccolta delle lettere che Gianluigi scriveva giornalmente alla sua compagna Donatella, dalla Casa Circondariale di Montorio - Verona.
Lettere che raccontano i 90 giorni trascorsi in carcere, giorno dopo giorno, il dramma e le speranze di uomo buono, di un artista, che con le sue parole, i suoi fumetti e i suoi disegni, ha saputo rappresentare sentimenti, emozioni e sofferenze di quanto ha vissuto e di quanto potrebbe accadere ad ogni onesto cittadino incensurato quando, in fase di indagini preliminari, la “presunzione di colpa” prende il “posto della presunzione di innocenza”.
Nel calderone della Giustizia finiscono spesso misure cautelari sproporzionate o inappropriate che sono adottate “per il rischio di inquinamento delle prove”, ma Gianluigi affetto dalla sindrome di Peter Pan, e imputabile unicamente di superficialità e di errori di valutazione, aveva già subito una perquisizione 3 mesi prima del suo arresto senza che nulla accadesse. Tre mesi di quiete totale………Avrebbe avuto tutto il tempo di inquinare le prove, se mai ne avesse avute!
A cosa serviva arrestarlo e portarlo in carcere?
Un uomo incensurato di 60 anni al quale gli è stata negata anche la possibilità di usufruire degli arresti domiciliari!
Dopo 9 anni di processo, quest’uomo è stato finalmente assolto ma nonostante il trascorrere del tempo, le cicatrici che si porta dentro per quei 90 giorni trascorsi in carcere in una sorta di incubo kafkiano, sono quelle che gli hanno tolto il sorriso e la serenità, ma non la dignità, l’onestà e l’amore delle persone che lo circondano.

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