Oh, Benin: Taccuino di viaggio nell'Africa subsahariana

Per incominciare a raccontare l’Africa odierna, ho voluto correre il rischio di raccogliere un materiale ampiamente eterogeneo, nato dalle occasioni più diverse, a partire da una realtà ben precisa: il piccolo staterello del Benin situato nell’Africa subsahariana. In questo caso considero la scrittura come un’attività con un suo grado di autonomia rispetto all’architettura, un piano distinto e necessario per poter lavorare e pensare in modo diverso. Riflessioni di architettura, tra viaggio e progetto, che ci consentono la libertà di intrecciare gradi e modi di conoscenza a vari livelli di approfondimento. Lo stato del Benin presenta in fieri tutti i fenomeni di trasformazione di questi paesi in continua crescita e si presta nel breve arco di un ventennio a cambiare l’immagine del suo territorio. Una realtà, questa, che ci offre l’occasione di riflettere sulla complessità e le contraddizioni della natura di queste città relativamente recenti, nella difficile relazione tra gruppi, etnie, tribù a cui hanno trovato soluzioni molto tempo fa con antica sapienza, e sul futuro che attende molte megalopoli del mondo in via di sviluppo che, sotto l’onda delle migrazioni, stanno cambiando il loro volto.

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