Sherazade, Alì Babà, Turandot

I tre immancabili classici capolavori della letteratura fiabesca, che ha fatto sognare generazioni di bambini e non solo.
Sherazade, Alì Babà, Turandot

Sheherazade: Anche se si tratta di una fiaba, tuttavia al suo interno non c’è nulla di impossibile. Eccettuata la protagonista, che proviene dalle celebri Mille e una notte, l’intera storia si presenta come una vicenda del tutto normale. Il racconto è comunque narrato da un personaggio che ha scoperto questo “seguito” delle Mille e una notte.
Con la magia dei suoi racconti ammansisce il tiranno e si salva la vita: una parabola del ruolo civilizzatore della fantasia e della letteratura. Non esiste nella storia della letteratura una parabola più semplice e illuminante di quella di Sherazade per spiegare l’importanza della fantasia e dell’invenzione nella vita degli esseri umani e il modo in cui esse abbiano contribuito a riscattarli dai bui inizi della loro storia quando ancora non erano diversi dai quadrupedi e dagli animali feroci. Ed è questa, indubbiamente, la ragione per cui Sherazade è uno dei personaggi letterari più seducenti e immortali di tutte le lingue e di tutte le culture.
Il millesimo-secondo racconto di Sheherazade, o anche La 1002° storia di Sheherazade (in inglese The Thousand-and-Second Tale of Sheherazade) è un racconto scritto da Edgar Allan Poe nel 1845…
Alì Babà: e i quaranta ladroni, racconto de Le mille e una notte derivato dalla tradizione orale araba, probabilmente siriana. Un immancabile classico, che ha fatto sognare generazioni di bambini e non solo.
Turandot: Alla radice della sua fortuna teatrale è l'omonima fiaba di C. Gozzi, che fu tradotta in tedesco da F. Schiller nel 1801 con musiche di scena di C. M. von Weber. Importanti sono soprattutto, nella storia del teatro in musica, le opere che ne ricavarono, sempre col titolo Turandot, F. Busoni e G. Puccini. Su questo tema B. Brecht scrisse il dramma Turandot o il congresso degli imbiancatori, rappresentato postumo a Zurigo nel 1969.
La fiaba teatrale in cinque atti di C. Gozzi, rappresentata al Teatro San Samuele di Venezia il 22 gennaio 1762, punta, più che sugli incantesimi e le magie, su una solida costruzione drammatica, sull'affascinante ed enigmatico personaggio della protagonista, su alcune scene di sicuro effetto spettacolare e sulle risorse comiche ricavate dal trapianto delle maschere veneziane in un ambiente esotico quale la corte, tutta inventata, dell'imperatore di Cina.
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ebook Borelli editore

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