La Sposa di Buddha: Il viaggio della coscienza (Argento)

La vita è eterna perché tutti i cicli appartengono alla vita, dalla nascita fino alla morte. Con l’abbandono del corpo fisico vediamo le lucciole e poi il nero cielo, e poi nuovamente la luce chiara per rinascere ancora. Dimenticando il nostro pregresso vissuto, riprendiamo un nuovo corpo materiale e non abbiamo nessuna esperienza personale, seppure esistiamo da subito e diamo il nostro contributo alla vita. Viaggiando dentro il colore rosso-viola che c’è in noi, esperiamo un collegamento nella nostra dimensione trascendente, appurando che l'anima è la vera forza della vita ed è la pura essenza che non ha bisogno di identificarsi con le cose e con la materia, avendo la possibilità di incorrere in una conversione verso la rinascita e la guarigione dell’anima.
Questo è un libro che parla d' amore. L'amore è il collante che tutto tiene, costituendo una risposta pratica e concreta al male che si è capaci di produrre sugli altri, o che si viene a patire.
La donazione di sé e l’essere compassionevole, sono i modelli della filosofia orientale a cui si ispira la protagonista di questo romanzo, non disdegnando un profondo rispetto verso la fede cristiana, muovendosi in un contesto in cui si respira l’amore verso un dio salvatore, disponendosi verso la malattia del corpo in maniera distaccata, pur essendo essa compagna fedele delle sue giornate.
Nabhila è una guerriera che lotta per la vita ogni istante, combattendo lo spettro della morte, consapevole di offrire la sofferenza al karma, con la promessa della liberazione da ogni male.
Nabhila racconta i suoi ricordi di scuola sin da quando era piccola, e giocava con i bambini di strada a Tamil. Nell’ambito della scuola, ella ritiene giustamente, che il miglior insegnamento sia quello che si fa da pari a pari.
La scuola che ogni bambino vorrebbe è fatta di giochi, di racconti, di immagini a colori, sicché un giorno ha pensato di avvicinare altri bambini come lei, con l’intento di insegnare loro la sua esperienza, facendo scuola per strada, nei campi o vicino al mare, semplicemente come un gioco, e il gioco è durato fino a quando Nabhila è diventata grande ed ha scelto di fare l’insegnante. In queste pagine sono consegnati i ricordi recenti di una donna rimasta bambina, capace di rapportarsi ai suoi alunni con la stessa semplicità ma allo stesso modo con tenacia e coerenza, dando il buon esempio in ogni situazione. Ella è un faro, come ogni educatore deve essere, per illuminare il divenire umano. Nabhila ci lascia, ma non completamente. Il suo vissuto è segnato dalla sofferenza. Tuttavia l'indiana ci reca in questo scritto un chiaro messaggio di carità, consegnandoci la speranza che dopo la vita vi sia una ricompensa



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