Giallo barocco. Un intrigo nella Roma del '600

Roma, anno 1642. Il lungo regno di papa Urbano VIII Barberini si sta consumando con la sconsiderata e dispendiosa guerra contro il Duca Odoardo Farnese.
È carnevale e il popolo romano, aggravato dalle tasse e timoroso per la ripresa del conflitto, attraverso le bocche parlanti delle statue di Pasquino e Marforio pronuncia invettive contro il papa e i suoi nipoti per i loro illeciti profitti.
Nella città in festa popolata da Pulcinella e Zanni, due omicidi turbano diversamente monsignor Spada, Governatore di Roma, e il Capitano Passeri, comandante della polizia.
Benché le investigazioni, condotte separatamente dai funzionari di polizia e dai magistrati, procedono in ambiti sociali diversi, ben presto si manifestano intrecci e connessioni. Emergono fatti sorprendenti ma anche dubbi. Vittime per errore? Vittime di tensioni fra bande di borsaioli o di opposte fazioni di Francia e Spagna? Quale impulso ha mosso la mano dell’omicida? Onore, gelosia, orgoglio di parte? Quale la reale natura dei rapporti fra personaggi di rango sociale così diverso?
I due delitti restano come poli magnetici che si attraggono e si separano. Mentre le indagini iniziano a gettare luci e ombre sui vari protagonisti, il rinvenimento di un altro cadavere indica altri inaspettati legami. Per i ministri di giustizia sarà come risalire rischiosamente la corrente del Tevere, ripercorrendo le tracce di avvenimenti scandalosi, fino ad arrivare a rivelazioni conclusive che lasciano tuttavia incertezze sul coinvolgimento diretto o indiretto di alcuni protagonisti.
Con un salto temporale nella Roma contemporanea, la professoressa Ridolfi, nel corso di alcune sue ricerche presso l’Archivio di Stato, concederà al lettore la possibilità di congetturare le connessioni fra episodi e personaggi della narrazione prima di trovarle definitivamente svelate nella ricostruzione del finale storico di uno dei protagonisti degli avvenimenti.
Gli eventi descritti si svolgono, infatti, in un quadro temporale fra verità storica e invenzione romanzesca. Se gli intrecci del thriller sono mera finzione, diversi personaggi sono realmente esistiti e la loro successiva sorte è riferita nell’epilogo del libro. Infine le vicende storiche e sociali trovano una seppure flebile eco negli avvenimenti e costumi attuali, sempre più magneticamente sedotti dal virus dell’apparire, emblema del Barocco.

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