Storie e Leggende: della Fraschetta Alessandrina

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Storie e Leggende: della Fraschetta Alessandrina
Autore
Francesca Chiara Robboni
Pubblicazione
21/11/2018
Categorie
Chi racconta, racconta se stesso. Questa piccola antologia, in cui i brani veritieri e fantasiosi si confondono, vuole rievocare qualcosa di nostro, far rivivere un mondo ideale, disgraziato o leggendario, legato al quotidiano. Le furbate dei mandrogni, le avventure del brigante Mayno, i fatti di cronaca del brigante Pollastro, insieme alle vite dei personaggi illustri,… sono spesso aneddoti sconosciuti e stravaganti che tuttavia fanno parte del nostro patrimonio culturale: ciò che inscindibilmente lega noi alla nostra terra. Occorre raccontare e riraccontare, per aprire la porta socchiusa dalla quale origliare la voce dei nostri nonni e bisnonni; raccontare ancora per rinnovarne il ricordo ai nostri figli, per affidare loro le storie e la loro memoria, nella giusta misura. Stiamo perdendo il senso delle nostre radici e quasi scordiamo come allora le preoccupazioni fossero assai più concrete di quelle odierne: la guerra, il freddo dell’inverno, la siccità, il cattivo raccolto, la malattia… Ancora nel primo dopoguerra ciascuna esistenza poteva contare solo sul proprio lavoro, sugli insegnamenti della maestra della scuola elementare e sulla “Fortuna”, “la buona sorte”, che si poteva giusto invocare con la preghiera. Era dura campare, e dopo tante miserie mi immagino quanti accidenti i nostri compaesani avranno tirato alla vista dello scintillio delle carrozze del seguito dell’Imperatore Napoleone, che si recava a festeggiare i suoi trionfi, mentre sulle aie e nei campi si sentiva ancora odor di morte. Era dura, ma il tempo per raccontare lo si trovava sempre, specie per ricordare lo zio, il fratello o il marito partiti alla volta della Merica, andati a cercar quella “Fortuna” che avrebbe forse cambiato la vita, o per raccontare dei sacrifici enormi e delle sofferenze sofferte,… C’era chi partiva e chi restava o, chi cercava di tirare su la testa magari pedalando in salita su una bicicletta pesante, rincorrendo mitiche vittorie; chi inseguiva la libertà partendo alla volta di territori inesplorati e vette incontaminate, chi insegnava e donava la propria vita ai bisognosi, con infaticabile lavoro e generose opere di carità. Tanto coraggio generosità dovrebbero oggi farci riflettere e sentire carenti di qualcosa di speciale, oppure immobili nella nostra agiatezza; ma i tempi sono cambiati e anche i libri di racconti passano di moda. Mi auguro che in futuro si possa ritrovare il Tempo, il Tempo per raccontare e il Tempo per ascoltare, perché la vera ricchezza sarebbe avere come “una volta”, più tempo, avendo cura però, di averlo “ben speso”!

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