Il casolare degli orrori

Una sensazione claustrofobica si insinuò fra i suoi pensieri.

Simile a un tarlo, nutrendosi delle sue paure, scavò nei recessi della mente fino a raggiungere l'apice quando tentò di portarsi le mani al volto per liberarsi del cappuccio.

Un agghiacciante tintinnio metallico le anticipò la terribile verità: era legata, mani e piedi, a una superficie dura e insolitamente liscia.

Incatenata, a dire il vero.

E non soltanto agli arti.

Anche il busto era ancorato al giaciglio di acciaio, in un modo da impedirle qualsiasi minimo movimento. E, cosa ancora più inquietante, avvertendo il freddo della superficie a diretto contatto con il proprio corpo, la giovane intuì di essere, ad eccezione della testa, completamente nuda.

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