Góngora

Illustre protagonista di una delle stagioni piú felici della letteratura spagnola, Luis de Góngora nacque a Cordova nel 1561 e vi morí nel 1627. Esponente di quel ceto ecclesiastico che ben rifletteva la congerie sociale e culturale del suo secolo, trascorse la sua esistenza fra la città natale, presso la cui cattedrale svolgeva il ruolo di racionero, e la corte di Madrid, dove approdò nel 1617 con il titolo di cappellano reale. Fin dai suoi anni giovanili si dedicò alla poesia intesa tanto nei suoi ritmi piú leggeri e tradizionali (romances, letrillas, décimas), quanto in canzoni e sonetti, ispirati, in gran parte, a modelli italiani. Ma la sua fama è legata soprattutto ai due grandi poemi (Polifemo e Soledades) che se da un lato gli attirarono aspre critiche, dall’altro lo consacrarono come l’inventore di una nueva poesía. Il volume, rivolto all’opera completa del cordovese, intende ricostruire le tappe del suo straordinario apprendistato, individuare la modernità della sua retorica e sfatare non pochi pregiudizi che su di essa, sia in Spagna che in Italia, si sono andati addensando.

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