La solitudine del K2

Leggere “La solitudine del K2” è un’avventura intellettuale ed emozionale, un’occasione per misurarci con una penna dallo stile perso­nalissimo ed unico: perché inimitabile, nella profondità e com­plessità che riflettono proprio un particolare modo di essere e di sentire. Anche quando si smarrisce nelle riflessioni che accompagnano i ricordi, nell’estraneità che, talvolta, sente di provare verso se stesso e verso il mondo esterno, ancor più che nei suoi precedenti scritti, l’Autore  tradisce un’affannosa ricerca di risposte che “consolino” e “spieghino” e facilita quei processi di proie­zione e identificazione che stanno alla base del più primitivo legame emotivo tra scrittore e lettore. Una prosa poetica, la sua, come tentativo di avvicinarsi a se stesso e sciogliere i propri “nodi esistenziali”, un mezzo per guarire “vecchie ferite” ed esternare tutto quanto, forse, non è riuscito finora a manifestare con parole e fatti; e così si “apparta”, esplora, palmo a palmo, il proprio territorio di fragilità ed irrequietezza, si perde in una solitudine nella quale poi... si ritrova, dando vita ad una forma privata di letteratura con la quale dar voce ad una sofferta ma intensa esperienza autobiografica. (L’Editore)

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